
L'Unione Sarda / Cronaca di Cagliari - Pagina 16
via roma
Si balla il tango
sotto il Consiglio
Oggi serata di tango argentino, dalle 21, nel
piazzale del Consiglio Regionale, angolo tra via
Roma e via Porcile. L'attività è promossa dai
ristoratori della zona insieme all'associazione
Tango Sardegna. Si inizia alle 21 con una lezione
per principianti; dalle 22.15 serata danzante.
Lezioni e selezioni musicali a cura di Monica Spanu.
Per informazioni 338-74.96.526, www.tangosardegna.it
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L’Unione Sarda / Cronaca Regionale - Pagina 6
Fino a duecento euro il costo complessivo di una serata
“trendy”
Cagliari
(carissimi) riti della movida
A Cagliari servono duecento euro per trascorrere una
serata fuori facendo tappa nei locali di moda. I riti
iniziano con l'aperitivo “happy hour”.
Il più è fatto: finalmente, dopo un pressing
spietato, la ragazza ha accettato l'invito a uscire. Un
giorno speciale. Un giorno nel quale le finanze vengono
messe a dura prova. Se tutto va bene, a Cagliari partono
circa 200 euro (praticamente 15 giorni di lavoro per un
operatore di call center). Certo, si potrebbe anche spendere
qualche euro in meno. Ma, se si vuole fare colpo, tutte le
tappe della movida diventano indispensabili.
IL PRESERATA Appuntamento alle 19,30, c'è da
onorare il rito dell'aperitivo. Evento milanese, è stato
portato a Cagliari da Sax by Marcella ma poi si è diffuso in
tutti i locali con pretese “fighette”. Nonostante tante
varianti (il Beergarden propone l'aperisardo, il Kubrick l'aperifrutta),
la formula è sempre la stessa: si paga per bere e si pilucca
il cibo proposto a buffet. La forbice dei prezzi non è molto
larga: si va dai 6 ai 10 euro (sempre che non si chieda un
vino particolarmente pregiato).
LA CENA Magari l'aperitivo può anche tornare
utile: se la ragazza ha già mangiato, potrebbe accontentarsi
di una portata anziché di una cena completa. Non che ci sia
da risparmiare più di tanto: il prezzo medio di un primo è
di 10 euro, di un secondo dignitoso (non si parla, dunque,
di hamburger o spiedini) è di 15 euro. Cifre alle quali
bisogna aggiungere una bottiglia di vino: un carignano senza
grosse pretese non costa meno di 15 euro. E poi, dai, magari
il dolce è buono: altri 5, 6 euro. Alternativa pizza? Si
risparmia un po' ma neanche tanto perché si finisce con il
prendere anche le patatine fritte e, anche in questo caso,
il dolce. Nella migliore delle ipotesi se ne vanno 20 euro.
IL PREDISCO La serata è appena iniziata e sono
già partiti quasi 100 euro (60 nella variante pizza). Ma,
alle 11, non si può ancora andare in discoteca. Un drink in
qualche locale trendy. Il distillato non costa meno di 4
euro (ma si arriva anche 6, 7) ma le ragazze, si sa, non
amano i superalcolici (ci si salva se ama il Montenegro). Un
mojito, una caipiroska alla fragola, un daiquiri frozen? Si
va da un minino di 6 a 9, 10 euro. Se non altro, il tempo a
disposizione non è tantissimo (e non si può neanche bere
tanto perché c'è lo spettro dell'etilometro).
GLI SPOSTAMENTI È ora di andare a ballare. Ma
dove? Un problema mica da poco. In città c'è soltanto il
Lido , altrimenti c'è il Buddha beach , a Stella di mare 2
(cioè a circa 25 chilometri dal centro di Cagliari). In
fondo, si potrebbe anche fare finta di non spendere per la
benzina. Ma le discoteche più frequentate sono ancora più
lontane: a una quarantina di chilometri (lo Tsunami e il
Grace K a Santa Margherita), a una cinquantina (lo Sciabecco
a Villasimius), a una sessantina (il Fuoriluna a Chia). Un
centinaio di chilometri almeno (se si contano anche gli
spostamenti in città): una Smart, secondo la casa, consuma 5
litri ogni cento chilometri; molti esperti, invece, parlando
di un consumo reale di 6,6 litri. Con la benzina a 1,4 euro
(di media), sono quasi 10 euro di spesa.
LA DISCOTECA E finalmente si arriva in
discoteca. Dove, se ci si presenta dopo l'1,30 o senza
invito, non si ha neanche diritto alla riduzione. Di sabato
allo Sciabecco , per esempio, l'ingresso uomo con un drink
costa 18 euro, quello donna 15 (12 con la riduzione). E, in
una sera d'estate, non ci si può limitare all'unica
consumazione compresa nel biglietto. Un altro cocktail?
Altri 10 euro. A quel punto, la colazione post disco
(intorno ai 3 euro) diventa quasi un'inezia.
Marcello Cocco
Listino più contenuto tra i
Bastioni e Lungomare fino al Lido
Alghero, fritto da
passeggio
Le lunghe notti estive ad
Alghero si consumano tra il centro storico, dove si trovano
i locali sulle piazze, il Lungomare e il Lido, fino alla
periferia della città, quando, all'alba, le discoteche
cominciano ad affollarsi.
La serata solitamente debutta a cena, seduti a uno dei tanti
ristoranti aperti fino a tardi o semplicemente addentando un
kebab mentre si passeggia tra le vie strette e acciottolate.
Si finisce all'alba davanti al bancone di un bar con
cappuccino e cornetto. Nel mezzo il tour dei localini più in
voga, antichi edifici in pietra di tufo, tra birre alla
spina, mojito, cuba libre e caipiredda, variante sarda della
più conosciuta caipirinha, la bevanda a base di "casciassa",
lime, zucchero e ghiaccio tritato.
Il budget per vivere a pieno la movida catalana varia da un
minimo di trenta a un massimo di cento euro. Il quartier
generale del divertimento rimane il cuore antico della
città. Una decina di locali si contendono il grosso del
pubblico, ci si sposta a piedi, anche perché nessuno vuole
rischiare di perdere i punti della patente per un bicchiere
di troppo.
Aperitivo tradizionale nei wine bar che offrono anche gli
stuzzichini o a base di sangria e tapas, in onore dei cugini
della Catalunya. Cinque euro volano via così, tra un sorso
di vino bianco e un'oliva.
Per cena menù di pesce davanti ai moli del porto turistico,
dove con venticinque euro ti servono una frittura mista di
calamari e gamberi, un paio di caraffe di birra e il dolce
della casa. In alternativa pizza farcita sul tavolo
apparecchiato (quindici euro) o insalata mista con
mozzarella di bufala al fresco della muraglia (otto euro).
Infine la soluzione dei fast food, quattro euro per un
hamburger con patate da consumare seduti in piazzetta, dove
verso le due di notte si danno appuntamento i discotecari
per prendere il bus-navetta che li porta a ballare (quindici
euro).
Nei bar fanatici dei ritmi sudamericani scorrono fiumi di
rum scuro e tequila sale e limone. Il divertimento in
Riviera è democratico. Per chi ha pochi spiccioli in tasca
ci sono venditori ambulanti con le moto carrozzelle cariche
di bibite fresche. Nell'area del grande parcheggio del porto
anche alcuni posti dove mangiare dei piatti veloci senza
pagare il coperto. Infine l'opzione della grigliata sul
lungomare Barcellona. In questi giorni di agosto la rambla
disegnata dall'architetto Busquet è pervasa dal profumo di
maialetto,
cordula e anguille alla brace. Piatti e forchette di
plastica, seduti sul muretto in cemento di fronte ai gozzi
dei pescatori, con sottofondo di musica sparata dai dj.
Caterina Fiori
olbia
E c'è anche chi si ritrova
allo Stalingrado
Duecento euro non bastano. Perché nel conto di una serata
tra il centro e Porto Rotondo bisogna anche aggiungere il
tavolo in discoteca. È un must: «Sei più figo e puoi saltare
la fila all'ingresso. Quelli che aspettano fuori pensano che
sei un vip, che sei ricco: entri subito, bevi tutta la sera
e non devi metterti in coda per un cocktail davanti al
bancone». Se nel cestello ghiacciato c'è anche una bottiglia
di champagne i costi, manco a dirlo, lievitano.
Ma tutto dipende dalla serata, dal nome del dj e anche dagli
ospiti della discoteca. Le prime voci della “fattura” di un
sabato sera in giro sono l'aperitivo al Corso, il ristorante
in centro (o in viale Aldo Moro), la tappa al bar per
l'ammazzacaffè e il ritrovo al pub per il primo cocktail.
C'è chi non risparmia. «Il sabato sera è una vetrina,
bisogna presentarsi nel migliore dei modi - dice Antonello
Melis, 27 anni studente universitario a Sassari - Per la
serata bisogna prepararsi al meglio: l'abbigliamento è
fondamentale, non si può sfigurare. Sul divertimento io non
risparmio: in settimana sto a casa e il sabato spendo tutto
quello che sono riuscito a mettere da parte. Qualche volta
ha superato i trecento euro».
LE QUATTRO TAPPE La prima è quella
dell'aperitivo. I bar di corso Umberto sono gettonati
d'estate come d'inverno. Con la bella stagione la ciurma si
sparpaglia: qualcuno sceglie Porto Rotondo e c'è chi si
spinge fino a Porto Cervo. Happy hour in spiaggia, col
tramonto come cornice: si beve, si balla e si mangia.
Consumazione tra i quindici e i trenta euro. Chi non si è
abbuffato con stuzzichini, salatini o pasta fredda non può
saltare l'appuntamento col ristorante. Gli spaghetti alle
cozze non mancano mai, ma la pizza resiste nei secoli. «Se
scegli la pizzeria risparmi per la cena e puoi spendere di
più in giro per locali - riflette Antonella Salerno,
cassiera ventinovenne di un supermercato - Noi comunque
siamo avvantaggiate: i drink ce li offrono sempre i
ragazzi».
IL GIRO IN CENTRO I ritrovi, quelli più
affollatti, sono almeno tre: il Kult di corso Umberto, il
Bar Bua e lo Stalingrado di via Roma. La differenza è l'età
dei clienti: i più giovani, dai quindicenni ai
venticinquenni, si ritrovano nei due locali via Roma, quelli
un po' più grandi si incontrano in centro. È il momento del
cosiddetto preserata : si comincia con l'amaro, si passa
alla birretta e i barman cominciano a scaldare i muscoli con
i cocktail. Chi paga il primo “giro” se la cava con almeno
venti euro: questo è il conto per quattro mojito. Fino alle
due del mattino, quando la folla si sposta in discoteca, ce
n'è tanto di tempo per bere. E per spendere. Tra un mirto,
un cocktail o una Corona ci vogliono almeno altre trenta
euro.
TUTTI A BALLARE Il popolo della notte si
divide: d'estate i locali si moltiplicano. Gli affezionati
del Geovillage non tradiscono il Villa Pascià, la discoteca
che anche d'inverno è il punto di ritrovo per tutti i
ragazzi olbiesi. In tanti si spostano lungo la costa: da
Porto Rotondo a Porto Cervo, passando per San Teodoro e
arrivando fino a Santa Teresa. A luglio, ma soprattutto ad
agosto, l'offerta e ricca: un appuntamento alternativo per
ogni serata. Per l'ingresso in discoteca, quando il dj si
porta appresso un curriculum da star internazionale del
ballo, qualche volta bisogna sborsare cento euro. E il
tavolo con vodka, frutta, coca cola e redbull? Duecento
euro, ovviamente senza champagne. E con le bollicine? Tre
bottiglie millecinquecento euro.
Nicola Pinna