LA RASSEGNA STAMPA DI DANZE SPORT SARDEGNA

L'Unione Sarda di martedì 2 febbraio 2010

Danza
Al Conservatorio di Cagliari
 
Kataklò in “Play”: se la poesia dei corpi è tecnica e rigore
 
Tra le luci e le ombre di uno spazio scenico che muta di continuo offrendo atmosfere ogni volta diverse, i Kataklò viaggiano nel tempo e nei continenti a bordo delle discipline sportive più disparate. I loro corpi narranti, allenati alla fatica e al controllo totale, fendono lo spazio, lo accarezzano, lo abitano, lo attraversano con movimenti perfetti, lenti o fulminei, acrobazie, atletismi, assoli e momenti corali, mentre il pubblico diventa un'unica entità che si emoziona, si stupisce, e a tratti si diverte. Un'ammaliante miscela di danza, abilità, rigore tecnico, poesia, teatralità, humour, oggetti scenici minimali, evoluzioni aeree, combinazioni giocate su riusciti contrasti luce-buio, resa ancora più gustosa da colpi ad affetto di pendletoniana memoria, svelata nel proprio contenuto fin dal nome: Play , titolo dell'ultima creazione della coreografa cagliaritana Giulia Staccioli, messa in piedi con la collaborazione dell'olbiese Jessica Gandini, proposta con successo ieri e domenica all'Auditorium del Conservatorio di Cagliari, a conclusione della tournée sarda curata dall'associazione Enti Locali per lo Spettacolo nell'ambito del Circuito Danza Sardegna. In un continuo saliscendi di energia, di intuizioni dinamico-cinetiche, di belle geometrie, di vibrazioni reciproche, di spettacolari equilibrismi creati ora su una porta da calcio ora sul corpo del partner utilizzato come punto d'appoggio, di improvvise accelerazioni, di modern dance (hip-hop compreso) e parentesi tribali, di susseguirsi di cambi di scena, con una carrellata di piccoli quadri legati a momenti sportivi differenti, i performer danno vita a coreografie per lo più dinamiche che rimandano al calcio e al tennis, agli sport invernali e alla scherma, al ciclismo e all'automobilismo (qui, una delle interpreti gira a folle velocità dentro una ruota sospesa nell'aria), agli anelli e al lancio del peso. Al quadro che ha per tema il pugilato, che regala gli effetti ottici più belli della serata: su una scena completamente buia, le corde del ring diventano vive e fluorescenti, sviluppando una serie di linee e figure che ipnotizzano la platea. In questo crocevia di movimenti, dove gli otto danzatori-atleti spingono a volte al massimo i propri limiti, musiche di varia natura dettano il ritmo della serata, mescolando colori etnici ed elettronica, dub e rock, jazz d'annata e funky. Presentato per la prima volta nel 2008 a Pechino in occasione delle Olimpiadi della Cultura, il dinamico equipaggio di Play si appresta a sbarcare dall'altra parte del mondo. «Con le tappe in Sardegna si conclude il nostro tour in Europa. Ad aprile andremo in Sudamerica: in certi periodi lavoriamo più all'estero che in Italia», spiega a fine spettacolo Giulia Staccioli, figlia di Mauro Staccioli, scultore tra i più importanti del nostro Paese, e in passato tra le fila dei Momix di Moses Pendleton.
 
Carlo Argiolas
L'Unione Sarda di martedì 2 febbraio 2010
Pagina 39 - Spettacoli e Società