Arrica vs Perra: partita a due per la guida del Coni sardo. Le elezioni il 13 marzo

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Articolo di Mario Carta per La Nuova Sardegna
oggi in edicola e su www.lanuovasardegna.it

LA NUOVA SARDEGNA di martedì 9 febbraio 2021
SPORT – Pagina 43
PARTITA A DUE PER LA GUIDA DEL CONI SARDO
I programmi, la filosofia, le criticità: faccia a faccia i candidati alle imminenti elezioni per la presidenza regionale
di Mario Carta

IL PUNTO
Alle urne il 13 marzo, 56 i voti disponibili
Uno contro l’altro, il 13 marzo. Quel giorno a Cagliari verrà eletto il successore di Gianfranco Fara alla guida del Coni regionale per il quadriennio olimpico 2021-2024. Di fronte Stefano Arrica, numero uno della federgolf isolana, e Bruno Perra, presidente della pallacanestro regionale. L’ufficializzazione delle candidature solo il 24 di qesto mese, ma i nomi, questi sono. Dovranno spartirsi i 56 voti dello sport sardo: 44 delle federazioni, 2 degli atleti, 1 dei tecnici, 5 degli enti di promozione, 3 delle discipline associate e 1 di quelle benemerite. I programmi cominciano a emergere, con numerosi punti in comune, ma siamo ancora alla fase del riscaldamento. La partita vera deve ancora cominciare.

STEFANO ARRICA
“Con presenza, scuola
e comunicazione
lo sport sardo crescerà”
SASSARI
Stefano Arrica, Cagliari 15.3.1960. Sposato. Due figli, ha praticato “tutti gli sport” partendo dal calcio: windsurf (ha fondato uno dei primi circoli a Cagliari), tennis, golf… «Ho sempre respirato sport, grazie a mio padre: un gigante». Andrea, deus ex machina del Cagliari-scudetto, è stato il numero uno del Coni sardo per 30 anni. E Stefano – “su richiesta di Montezemolo” -, da dirigente è stato attaché dell’Inghilterra a Italia ’90. «Un onore, essere diventato amico di Robson, ero l’unico al quale consentiva di stare nello spogliatoio quando dava la formazione». Poi, esperienza negli Usa, numero uno del Cus Cagliari, e nel Cusi. È il presidente del golf sardo.
Quando sarà il momento, a livello nazionale, voterà per Malagò o per il suo avversario?«
Assolutamente per Malagò. Siamo amici sin da bambini, ha scritto la prefazione del libro su mio padre… Il suo è un endorsement di altissimo livello e nasce dalla stima reciproca. Perché sa che sono un uomo schietto, non uno yes man».
Ha trovato il sostegno di tre degli altri quattro candidati inziali. A cosa si deve questo effetto calamita?
«Alle idee e agli impegni comuni. In poco tempo chiacchierando hanno deciso di fare un passo indietro per farne uno grande, avanti, tutti insieme. Con Sergio Milia, Andrea Contini e Andrea Del Pin, con le loro competenze, saremo una squadra che ama lo sport sardo».
Nell’isola eccellenze assolute come Cagliari e Dinamo, ma una base che soffre.
«Bisognerà ripartire, dopo il Covid. Non che prima si stesse benissimo ma le eccellenze ci sono sempre state, in una terra piena di risorse non solo sportive, con eventi mondiali che fanno da traino».
I punti principali del suo programma.
«Curare il rapporto con le istituzioni, ascoltare tutti, essere presenti in tutto il territorio. Riprendere e migliorare il rapporto con scuola e l’università, anche in campo medico, per la formazione e per la ricerca. E ancora, la comunicazione: è mancata, in questi anni».
Un caso esemplare: la palestra Coni di Sassari in abbandono.
«Ci impegneremo sul tema dell’impiantistica, interfacciandoci con le istituzioni. Alcuni impianti sono cattedrali nel deserto, altri vanno riaperti e adeguati. Sassari sarà una priorità»,
In Sardegna ci sono presidenti federali in sella da 40 anni. Cosa ne pensa?
«Non lo dico per retorica, ma i mandati vanno benissimo. Ci sono politici che promettono e poi li rivedi dopo 5 anni, e io non voglio essere così. Non dico che rivoluzionerò tutto subito, c’è da proseguire il lavoro avviato ma, gradualmente, tirerò fuori il meglio di me stesso».
Il suo secondo sport preferirot, dopo il golf?
«In realtà il mio primo sport è il calcio…»
Il rapporto di Stefano Arrica con i social?
«Li uso per divertirmi, per informarmi. Non per fare polemica. Il confronto si fa guardandosi negli occhi».
Come andrà a finire?
«Gareggio sempre per vincere, ed esco dal campo sempre con la maglia da strizzare. Sono estremamente ottimista».

BRUNO PERRA
«Marketing, turismo
e rete del territorio
per far rinascere l’isola»
SASSARI
Bruno Perra, Cagliari, 18.10.1960. Due figli. Nato nella pallacanestro, da giocatore poi per 20 anni allenatore anche a livello nazionale. Dirigente, e presidente della federazione regionale dal 2002. Da anni organizza il trofeo internazionale City of Cagliari di basket «ma non sono abituato a dire queste cose…». Ha un percorso Coni, 4 anni nel provinciale e da 8 nella giunta regionale. Con la Fip ha consumato di timbri il passaporto con varie nazionali, tra mondiali, europei e universiadi, e ha fondato una delle prime società isolane di triathlon.
Quando sarà il momento, a livello nazionale, voterà per Malagò o il suo avversario?
«Da che parte sto? Dalla parte della Sardegna, perché sono sardo e noi sardi sappiamo come siamo messi. Non entro nel merito della contesa al vertice».
Nell’isola eccellenze assolute come Cagliari e Dinamo, ma una base che soffre.
«È un momento particolare, ci sarà il post covid da gestire: importantissimo per la ripresa, la rinascita e soprattutto la sopravvivenza. Questo il mio impegno: accompagnare la rinascita dello sport sardo. C’è un grande potenziale ma possiamo esprimerlo solo se saremo tutti coinvolti».I punti principali del suo programma. «Un comitato regionale di tutti e non di pochi, a supporto di tutti gli attori dello sport sardo. Un comitato da sviluppare nel territorio, nel quale va ricreata una rete che si è persa. Scovare risorse, migliorare le relazioni istituzionali. Poi, agire sulla comunicazione e sull’immagine, e creare un piano di marketing a supporto di tutte le federazioni. Altri temi sono l’interazione con il mondo della scuola, la formazione a tutto tondo, dai tecnici ai dirigenti, e sviluppare il turismo sportivo. Siamo un’isola fortunata, si può e si deve»,
Un caso esemplare: la palestra Coni di Sassari in abbandono.
«È un esempio calzante. Dobbiamo recuperare queste strutture, riqualificarle, monitorare e capire dove si può incidere».
In Sardegna ci sono presidenti federali in sella da 40 anni. Cosa ne pensa?
«Che c’è anche il rovescio della medaglia. Se sono in sella da così tanto tempo non credo che sia perché hanno agito male, o che si tratti di arroganza o prepotenza. Evidentemente il loro mondo li ha scelti. Non giudico, si può dire lo stesso della politica. I miei colleghi sono eletti, si chiama democrazia». Il suo secondo sport preferito dopo il basket?
«La mia generazione ha la fortuna di aver giocato a tutto. Ho fatto calcio, nuoto.. e seguo di gusto tutto. Il difficile è dire quale sport non mi piace».
Il rapporto di Bruno Perra con i social?
«Sono un no social, non ho pagina facebook. Li utilizzo come federazione, sono uno strumento importantissimo ma non ritengo imprtante dire cosa bevo o dove vado a cena».
Come andrà a finire?
«Nasco allenatore, e si vince solo quando la partita finisce. Gioco per vincere. Ottimista? No, sarei presuntuoso, ma ci credo». (mac)

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